martedì 22 settembre 2015

Slash @ Hamilton Place Theater - Hamilton

21 settembre 2015

Correva l'anno 1990 e avevo da poco compiuto sette anni quando il figlio di amici di famiglia mi sottopose al primo ascolto di "G N' R Lies": la mia "carriera" da pessima musicista dilettante e attenta ascoltatrice di album comincio' quel giorno e i Guns N' Roses furono il mio primo amore musicale, parallelamente a Edoardo Bennato. Ebbene si', in versione ancora acerba (nel caso fosse sfuggito il dettaglio lo ripeto: avevo sette anni!) la mia anima rock e la mia vena cantautorale gia' cominciavano a farsi vedere.

Passarono per Roma nel '92 ma a quell'eta' non si poteva andare a un concerto dei Guns N' Roses: mi e' sempre rimasta una punta di amarezza nonostante mi sia sempre resa conto della ragionevolezza dell'imposizione parentale.

Nel '93, con lo scatto della decina e l'uscita di "In Utero", mi stavo gia' spostatando nella direzione musicale che chi mi legge con attenzione (dai, ci saranno almeno due persone che leggono questi miei scritti?, facciamo tre?) conosce bene, e l'uscita di "The Spagetti Incident?" mi lascio' quasi del tutto indifferente... e d'altra parte esiste forse qualcuno in giro che lo tiene in gran conto?
Per finire la lite tra Axl e Slash con conseguente fine di cio' che ai miei occhi erano in Guns n' Roses fu la pietra tombale del mio primo amore.
Da allora non ho praticamente avuto la piu' pallida idea di cosa fosse stato di tutti loro.

Finche' un bel giorno vengo a sapere che Saul Hudson suonera' a cinque minuti a piedi da casa mia. Si', proprio lui, Slash lo zappatore, il motivo per cui ho iniziato a suonare la chitarra, passa per Hamilton Ontario con la sua band.
Lo so, sono decisamente fuori tempo massimo e stasera a Toronto c'e' Sun Kil Moon che per altro ha scritto un album che per ora mi sta abbastanza conquistando, ma Sun Kil Moon mi capitera' di nuovo, e se non ricapita lo faccio ricapitare io: Slash questa volta non posso perderlo.

Sono con un amico che di musica non conosce poi molto, ma almeno e' curioso. Gli racconto la storia, gli spiego perche' e' importante per me esserci e lui dice una cosa che mi colpisce: "if you really want something badly enough... well, you make it happening".
E certo non e' il concerto che sognavo da bambina, e certo sono fuori tempo massimo, ma e' vero: mi ci sono voluti piu' di vent'anni ma alla fine lo sto facendo accadere.

All'ingresso ci attendono i ragazzi della sicurezza dotati di metal detector: non resisto, li devo fotografare.
Appena dentro l'immancabile bar con birra, dolciumi vari e northamericanpizza: quella "cheese" (che vuole ricordare una margherita) e' ancora li' mentre quella "pepperoni" (che poi sarebbe salame piccante) e' andata.
O tempora, O mores.

I nostri posti sono in seconda balconata e saliamo molto piu' di quanto mi aspettassi ma niente poteva prepararmi allo spettacolo che mi sono trovata davanti; e' buio, buissimo, il palco e' illuminato e il gruppo spalla sta suonando. Sin qui niente di eccezionale, direte voi (ma voi chi?) solo che la balconata e' davvero ripida e non sono sicura di voler scendere quei gradini bui: non soffro di vertigini, ma provo uno strano fastidio all'idea di doverlo fare.
Ovviamente li scendo, del resto ne bastano solo tre per raggiungere la mia postazione e non mollarla piu' fino alla fine.

Il gruppo spalla e' imbarazzante: Slash e' perdonato per essere fuori tempo massimo ma i ventenni che propongono musica che era vecchia prima ancora che loro nascessero, vestiti in un modo che era vecchio prima dei Guns N' Roses, proprio non li capisco. Non si esce vivi dagli anni ottanta, neanche se si e' nati dopo il 1990.
Il mio compagno di avventure apprezza e io non ho davvero il coraggio di mettermi a fare l'intellettualoide europea anche stasera.

Finiscono, lasciano il posto ai roadies e le luci si accendono per permettere agli astanti di andarsi a prendere un'ultima birra prima dello show.

Poi il buio.

Parte una musichetta da circo e da dietro la batteria compare uno smiley dotato di cappello a cilindro e ghigno scheletrico: E' subito un boato.
Esce la band, esce Slash: cappello, bandana appesa al pantalone di pelle, occhiali da sole e riccioloni scuri, maglietta strappata a mostrare le spalle ricoperte da tatuaggi, fedelissima LesPaul imbraccio.
Ho davanti uno degli uomini che hanno dato un nuovo significato alla parola "coatto".
Sono passati ventotto anni da Appetite For Destruction e lui non ha cambiato una virgola: mette un filo di tristezza, ma poi attaccano a suonare e siamo tutti catapultati indietro.

In effetti nessuno comincia un concerto con una bomba a mano e in questo caso ad aprire le danze ci pensa un brano che non conosco, ma che e' sufficientemente potente per essere un ottimo inizio.
Poi arriva la bomba a mano, "Nightrain", ed e' un attimo: senza rendermene conto torno bambina delle elementari, e con me tutto il pubblico. Non sono i GNR, mancano tutti, manca Izzy, manca Duff, manca Axl, ma va bene cosi'.

E appunto, non sono i GNR, quindi seguono ancora un po' di brani che non conosco, poi il batterista attacca: turuttuttu-pa, turuttuttu-pa, turuttuttu-pa, turuttuttu-pa, turuttuttu-pa.... lunghissimo, senza fiato, abbiamo capito tutti cosa sta per succedere ma lui lo protrae, Slash lo protrae, vuole farci aspettare, vuole far salire il desiderio... turuttuttu-pa, turuttuttu-pa, turuttuttu-pa, turuttuttu-pa.... ed eccola la bomba a mano, "You could be mine": accidenti quant'era potente, da disco non si capiva, giuro!
E poi, cosi', arriva "Civil War", il primo brano che io abbia mai cantato in pubblico, alla tenera eta' di nove anni, in classe, davanti alla maestra e ai compagni, perche' facevamo questa cosa di preparare mensilmente a turno una piccola esibizione: "Civil War" e' stata la mia prima. Questa cosa mi emoziona e mi scappa una lacrimuccia (ma piccola) se penso a quella bambina che tremante era andata davanti alla cattedra con uno stereo da spalla e un microfono tremendo: ricordo perfettamente quanto ero rigida e intimidita, ricordo come tenevo la mano sinistra tesa dietro la schiena, stringendo il pugno per darmi coraggio. Non e' cambiato molto: tutte le volte in cui ho suonato in pubblico ho usato la chitarra a mo' di scudo. E' bello suonare in pubblico, e' spaventoso suonare in pubblico.
Ho realizzato in parte il sogno di quella bambina: sono seduta su una poltroncina di velluto e sto sentendo Slash suonare l'assolo di "Civil War".

Altri brani che non conosco e la differenza con i GNR si sente in modo drammatico: manca quella componente blues, quella magia della canzone in do maggiore dove a un certo punto scatta il re, manca un bassista degno di Duff (merce rarissima), manca un cantante con la presenza di Axl, anche se questo la voce ce l'ha e la imposta come Axl.

A riprova ulteriore (come se ce ne fosse bisogno) attaccano "Welcome to the Jungle" ed e' tutto un muoversi di teste, mani, piedi. Che brano incredibile...
Poi ancora, senza soluzione di continuita' "Rocket Queen", e in mezzo il Nostro ci mette un assolo di dieci minuti, forse piu'.
E' uno zappatore senz'appello.
Vorrebbe poter suonare note velocissime come tutti gli shredder dell'hard rock ma non puo', non e' il suo: il meglio lo da con il movimento morbido della mano destra, con il blues della sua LesPaul, col caos della coda che ha addirittura qualcosa di vagamente noise (forse solo perche' a far le note veloci si incasina, ma e' poi importante?).
E' rimasto uno zappatore, ma che meraviglia!

Ancora un altro paio di brani che non conosco e poi succede qualcosa che mi fa contravvenire ad ogni regola di buonsenso e civilta': precisamente succede questo.

video


E ci sono io, a nove anni (!), nel garage di mio "cugino" (non e' propriamente mio cugino, e' il figlio mio coetaneo di amici di famiglia, siamo cresciuti assieme, chiamiamo "zio e zia" i rispettivi genitori), lui suona la chitarra, altri due bambini sono uno alla batteria e l'altro al basso. Io non posso suonare perche' sono femmina (ah, il maschilismo becero dei bambini!) ma mi lasciano cantare, e "Sweet Child O' Mine" e' uno dei nostri cavalli di battaglia.
Ci voleva proprio.

Chiudono con un ultimo brano a me ignoto, il cantante presenta la band ed escono.
No, non si puo' finire cosi'.

Pausa.

Due ragazzi davanti a noi se ne vanno anche se non sono neanche state accese le luci: e' ovvio che c'e' un encore e trovo assurdo che non l'abbiano capito... sono strani questi canadesi...

Difatti torna, il buon Saul Hudson, torna con la LesPaul gia' imbraccio; quattro pennate come lasciate a caso, un accordo di sol tenuto li', poi un do lasciato a fermentare (gia' c'e' fermento, abbiamo tutti capito), poi in sequenza piu' rapida un fa, un altro do e un sol.
Delirio.
"Paradise City" e' una vera bomba atomica.
L'esplosione finale di coriandoli rossi ne e' testimone.

Alla fine, tra urla ed inchini, Slash lancia plettri alla folla: ne ha in quantita' industriali nelle tasche, tutti li' solo per essere lanciati. Siamo tutti in piedi, battiamo le mani e gridiamo.

Cammino verso casa con le orecchie che ancora fischiano.

5 commenti:

  1. Ebbrava la nostra Gunner!
    Cominciare a sette anni con Lies...ottima partenza! Chissà se ti ricordi come ho iniziato io... Beh, se ricordo bene la mia primissima cassetta comprata, in un supermercato, fu un bootleg schifosissimo dei Guns che si intitolava Welcome to the Jungle, mentre il primo album ufficiale Appetite. Da sempre adoro i Guns, anche se io li ho scoperti a circa tredici anni, quando i miei ascolti cominciavano ad "indurursi", e non ho mai smesso di amarli. Certo lo si fa come con i fossili, si prendono quei quattro o cinque dischi, granitici e immortali, e li si mette su con devozione e un po' di tristezza per un periodo (l'ennesimo) troppo lontano nel passato perchè possa esser vissuto ora senza un pelo di rammarico per non aver potuto goderselo allora, in diretta. Stiamo diventando vecchi, ma siamo ancora troppo giovani e musicalmente parlando questa è una sfortuna non da poco. 1991, non avrei mai potuto e poi ancora non li seguivo. The Spaghetti Incident è stato davvero un modo triste di finire una carriera folgorante e folgorata, ma del resto i Guns sono sempre stati la più grande cover band di tutti i tempi (anche se i Metallica li han poi forse battuti, se non altro in qualità). Quel disco contiene diverso ciarpame, ma anche tanti gran bei pezzi: Down on the Farm, Raw Power, I Don't Care About You, Look at Your Game Girl e per noi che amiamo Duff, New Rose, Attitude e You Can't Put Your Arms Around a Memory valgono da sole l'acquisto del disco!
    Ma sto divagando. Adoro Slash, ma Slash senza i Guns è solo Slash senza i Guns! Può sembrare una tautologia, ma è invece un giudizio complessivo ben preciso. Mi piace (e non tutto) il primo disco dei Velvet Revolver, ma i 3/5 di quel gruppo erano i 3/5 dei Guns, o la 1/2, se si considera Dizzy, e alla voce c'era Scott Weiland, mica pizza e fichi. Tutto il resto che Saul ha fatto negli ultimi vent'anni è parecchio trascurabile, perchè era solo Slash senza i Guns.
    Comunque hai fatto bene ad andare. Ma capisco che possa mettere tristezza guardare dei fossili viventi e non so se mi andrebbe di sentire quei pezzi suonati da poser patetici che si atteggiano a glammer fuori ogni tempo massimo imposto dalla decenza, non avendo neanche l'età per rivendicare un'ipotetica appartenenza a quel contesto. C'è da dire che, caccho, Slash, con la sua Les Paul, la testata Marshall e 4 coni Celestion da 12" suona ancora come nell'87! Da brivido!
    Ovviamente non son d'accordo sul "coatto" e "zappatore", ma qua mi sa che oltre alla solita questione dei gusti c'entra anche un certo slittamento semantico dato dalle nostre origini, ne abbiamo già parlato, ma who cares: alla fine della fiera, non importa quanto lo si voglia criticare o come lo si voglia giudicare, Slash rimane uno degli ultimi fighi.

    Che ridere, il "turuttuttu-pa" ha reso perfettamente l'idea e avevo beccato il pezzo prima di leggerne il titolo (col cacchio che su disco non se ne coglie la potenza!!!), idem per la sequenza di accordi dell'intro di Paradise City. A proposito, la usa ancora la B.C. Rich per You Could Be Mine?
    Tanta invidia per Civil War! Ma come hai fatto a cantarla in classe a nove anni?!... Una più difficile no?
    Ah, ultima cosa, per quanto riguarda le "bombe a mano", a Bruce e ai Pearl Jam spesso piace scagliarle appena metton piede sul palco, sti pazzi!
    Compito a casa, magari eran tra quelle che non conoscevi, ma scopri se han fatto Beggars & Hangers-On (degli Snakepit) e Fall to Pieces (dei Velvet).

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  2. eh amico mio, ero una bimba precoce, che vuoi farci?
    pero' si', siamo un po' una generazione sfigata in questo senso: abbiamo perso un sacco di cose per un soffio... oddio, io axl su empty-vi (no aspe', il canale si chiamava diversamente... ma come?) me lo ricordo bene, avevo pure la maglietta con il logo, pero' appunto, al concerto giustamente non mi ci hanno mandato!

    hai assolutamente ragione quando dici che slash senza i guns e' solo slash senza i guns, e' un pensiero che condivido appieno, specie dopo i brani non-guns che ho sentito l'altra sera, pero' appunto, *dovevo* andare. punto.
    eppoi certo che e' un figo: zappatore e coatto (rivendico entrambi i termini eheheh) ma ha la mia stima incrollabile per sempre anche per il suo essere uno zappatore coatto.

    lo sapevo che avresti beccato i pezzi: quelle sono frasi che ho scritto proprio pensando a te, immaginandoti a leggere, per darti un po' l'eco della sensazione d'esser li'... felice di esserci riuscita! :)

    la chitarra su you could be mine sembrava una lespaul nera (blu scurissimo?) ma potrei sbagliare.

    la cosa piu' difficile di civil war era il pezzo parlato in mezzo: ci ho lavorato su un sacco di tempo per non impappinarmi... per il resto non era cosi' difficile, ma avevo nove anni appunto, il che significa che non mi ero ancora bruciata le corde vocali col fumo.

    le bombe a mano come primo brano giusto bruce o i perl jam possono pensare di metterle: onore e gloria imperiture! :)

    da quel che ho sentito sul tubo sommato ai miei ricordi direi che non hanno fatto nessuna delle canzoni che mi chiedi, ma la mia memoria e' famosa per essere non propriamente affidabile...

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  3. eMpTyV è una citazione dei Dream! (Anche io la uso spesso)
    Che cara, contento che mi hai pensato durante la stesura del post ;) Sì, su queste cose ci capiamo al volo!
    Su YCBM Slash senza la B.C. Rich è solo Slash senza la B.C. Rich! L'ha sempre suonata con quella, anche nel video, perchè tra l'altro ha il floyd (ROSE!) che usa nell'intro e outro:
    https://www.youtube.com/watch?v=wBNKm3hExIk
    Il passaggio di Civil War al quale ti riferisci è quello del discorso del generale peruviano? (We practice selective annihilation...) Io son mai riuscito a riprodurlo! La mia parte preferita è "D'you wear a black armband...", con la controvoce di Duff!

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  4. ahime' empty-vi e' una citazione molto piu' gretta: appariva in un film parodia di "scream" o qualcosa del genere come canale delle notizie... pero' e' vero, lo hanno usato anche i dt: grandi! (eheheh)

    sisi', me lo ricordo quel video ma niente bc rich purtroppo...

    e si' il passaggio di cui parlavo e' quello del generale peruviano, velocissimo e facile per impappinarsi: all'epoca alla fine c'ero riuscita ma che fatica!
    la mia parte preferita del brano... ah tosta...

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  5. ah fidati: su disco pensavi di aver capito che "you could be mine" e' potente ma dal vivo, ma non se ne coglie *davvero* la potenza, non del tutto, o almeno io non l'avevo colta cosi' tanto...

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